| [18-05-2012] Presentazione libro Oltre sedici anni OLTRE SEDICI ANNI 1993-2011 Presentazione del libro autoprodotto da Enjoy Pirateria Vicende, vivande e bevande A seguire concerto : ANORMALS electro sperimental noise – Roma Ovest
La Biblioteca Anarchica L’Idea è aperta ogni martedì e venerdì dalle 17,00 al Pigneto in Via Braccio da Montone 71a dove: |
| [10-04-2012] Caca ad arte che COnCIneMA Rassegna settimattinale del MARTEDI BIBLIOTECA L’IDEA Proiezioni prima del PRANZO VEGAN dalle ore 11,00 Allo Spigolo della BIBLIOTECA L’IDEA tra
Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto APRILE
2012:
17/4
DERSU UZALA di Akira Kurosawa Urss-Giappone 1975 140’ La Biblioteca anarchica L’Idea è aperta ogni martedì e venerdì dalle 17,00 in Via Braccio da Montone 71a
dove: |
| [10-04-2012] MERENDE rigenerANTI di PRIMAVERA Il martedì dalle ore 17,00 allo Spigolo della Biblioteca L’Idea tra Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto
Percorsi di conoscenza verso il ritrovamento di una dimensione empatica nella natura. Mescolanza degli elementi, rapporto con e tra le piante, uso senza sopruso.
NELLA LOTTA ALLO SFRUTTAMENTO SUGLI ESSERI VIVENTI ALLA DELEGA MEDICA E ALLA DIPENDENZA DAGLI SPECIALISMI IMPOSTI DAL DOMINIO PER LIBERARE FORZE SINERGICHE NELLA PRATICA QUOTIDIANA
10 Aprile OLIO – Nutrimento, capacità protettiva, estrattiva e penetrabilità. Preparati e composti – oleoliti e unguenti
17 Aprile POLVERI – Argilla proprietà assorbente, cicatrizzante, analgesica. Combinazione con erbe, preparazione di dentifricio 24 Aprile PIANTE MEDITERRANEE – Presenze diffuse, ambientalmente vicine. Particolarità benefiche nella sfera femminile
8 Maggio GERMOGLI – Facoltà rigenerante dei semi, modalità di germinazione e Propagazione di piante dove: |
| [27-03-2012] 1998-2012 L'AMORE TIENE VIVO L'ODIO 27 marzo 2012
1998-2012 L’AMORE TIENE VIVO L’ODIO
Il Tav in Val Susa ancora non c’è SOLE E BALENO ci sono ancora... dentro le nostre lotte fuori dai binari, contro lo stato e i suoi servi - guardie, giudici, politicanti, giornalisti - Oggi come sempre nemici di ogni forma di autorità! Allo Spigolo della Biblioteca L’Idea Tra Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto dalle 17,00 mostra, documenti, proiezioni cena vegan, palpitazioni sonore Serata a sostegno di Luca Abbà nella resistenza all’arroganza del potere
Anarchiche e anarchici dove: |
| [06-03-2012] Caca ad arte che COnCIneMA Marzo 2012 Roma
BIBLIOTECA L’IDEA Proiezioni prima del PRANZO VEGAN MARZO
2012: dalle ore 11,00 Allo Spigolo della BIBLIOTECA L’IDEA tra
Via Braccio da Montone e Via Fanfulla da Lodi al Pigneto La Biblioteca anarchica L’Idea è aperta ogni martedì e venerdì dalle 17,00 in Via Braccio da Montone 71a dove: |
| [29-07-2011] Gaetano Bresci 29 luglio 1900 dove: |
| [05-06-2011] Inaugurazione spigolo dove: |
| [01-05-2011] 1 maggio anarchico a roma 1891 / 2011 ANARCHICI ANCORA a Piazza Santa Croce in Gerusalemme Roma ore 10:00 incontro di comunicazione all'aria aperta" LE LOTTE NON SI SONO MAI FERMATE LA REPRESSIONE NON E' MAI FINITA A 120 anni da una battaglia di strada repressa nel sangue continuano i massacri, gli arresti, le persecuzioni nei confronti di chi non vuole vivere succube di una società fondata sullo sfruttamento che perpetra il dominio sugli esseri viventi. Torniamo nella stessa piazza dove, nel giorno in cui ricorre l'esecuzione degli anarchici di Chicago da parte del democratico governo degli U.S.A., migliaia di persone, tra cui era forte la presenza anarchica, decise a non sottostare più alle angherie dei padroni, si radunarono per un comizio, interrotto a colpi di fucile dalle cariche poliziesche e della cavalleria del regno dell'Italia Unita. I compagni eressero barricate, fronteggiarono e combatterono i guardiani dell'ordine costituito. In una giornata che, da emblema rivoluzionario per lavoratori e non, è stata ad arte trasformata in occasione di effimero spettacolo ed ora anche di papale propaganda, ci riprendiamo spazio per esprimere e condividere i contenuti teorici e pratici di una lotta per noi sempre attuale e necessaria:quella contro potere e sfruttamento. Per farla finita con stato, chiesa, eserciti, frontiere, c.i.e., manicomi, carcere ed altre nocività. PER L'ANARCHIA dove: |
[23-04-2011] Corteo contro il nucleare a CaorsoSabato 23 Aprile Corteo contro il nucleare a Caorso
Locandina del corteo da scaricare e stampare Locandina col testo di indizione del corteo da scaricare e stampare SABATO 23 APRILE 2011, ORE 15 – PIAZZA DELLA ROCCA – CAORSO (PC) Il governo italiano ha deciso di riportare l’Italia dentro l’incubo nucleare che inizierà da Caorso.
CAORSO È CENTRALE PER IL PROGETTO NUCLEARE ITALIANO, che venga riattivata la vecchia centrale, costruita una nuova vicino al vecchio sito, o che diventi uno dei centri di stoccaggio delle scorie radioattive. Perciò è da Caorso che vogliono far partire la follia nucleare italiana, in cambio di una manciata di spiccioli chiamati “compensazioni” con cui il governo pensa di comprare i cittadini. E’
QUINDI D Scendiamo in piazza per dimostrare che 25 anni di negazionismo della catastrofe, di menzogne sulle conseguenze che sta avendo l’inquinamento radioattivo, di “progetti umanitari” per migliorare la qualità della vita delle popolazioni colpite non hanno raggiunto il loro obiettivo, perchè il “popolo di Chernobyl” sta morendo (tra tumori e malformazioni). Chernobyl non appartiene al passato, Chernobyl è adesso! SCENDEREMO IN PIAZZA SENZA SIMBOLI E BANDIERE DI PARTITO (che comunque non saranno gradite, così come non tollereremo la presenza di fascisti e xenofobi) perché scegliamo di non delegare la salute, il nostro futuro e delle future generazioni a nessun altro se non a noi stessi! Non c’è più tempo da perdere, uniamoci per un netto NO AL NUCLEARE Né A CAORSO Né ALTROVE Coordinamento Una volta per tutte contro il nucleare Per info: www.autistici.org/controilnucleare/ controilnucleare@autistici.org
Se volete pubblicizzare il corteo sui vostri siti potete utilizzare anche questi banner: dove: |
| [22-01-2011] 19 anni di torremaura 1992-2011 TORRE MAURA OCCUPATA 19 anni di amore per l'Anarchia... ...avversi agli ingranaggi del Potere. Sabato 22 Gennaio 18h DIBATTITO, DOCCUMENTI, PROIEZIONI contro il nucleare una volta per tutte. Approccio critico alla “sola” del solare: esperienze di lotta e preamboli di autosufficienza energetica 22h CONCERTO gas attack visceral way idol lips La maledizione del benessere NON è Più TEMPO DI DORMIRE Dj T8ino Dj Bob Delight (aci project-ZK) Domenica 23 Gennaio Colazione senza soldi ne ruoli, senza sfruttamento animale Pomeriggio ARIPIJO Scambio Massaggi Tisane d'aripijo tramandi erborei e tessitorei CENA Accompagnata Da Jazz sperimentale Sottoscrizione sempre libera. Cena vegan. Distro anarchica. Antro apparthè. Granbazarderraccatto. Demasterizzazione selvaggia. via delle averle, 10 (Roma). tranvetto roma giardinetti. Bus 312, 556, 105. GENERANDO ENERGIA INSOSTENIBILE CONTRO LE LOGICHE DEL PROFITTO RINNOVABILE l'adolescenza è finita...e lo spirito continua! dove: |
| [15-01-2011] A Luca un anno dopo senza... ma indissolubilmente insieme dove: |
| [19-12-2010] Buoni e mascolini canzoni e cazzate dove: |
| [15-05-2010] resistere - distruggere l'urbe totalitaria Assuefatti alle città del controllo, attraversiamo i loro spazi quotidianamente, ripetitivamente, percorrendo strade identiche l'una all'altra. Viviamo in una routine ambientata nello scenario di una città sottomessa ad una pianificazione territoriale altamente sofisticata e tecnologica: strade disegnate per facilitare l’accesso alla polizia, recinzioni e videosorveglianza ovunque, segregazione degli spazi in funzione del loro utilizzo o delle classi sociali che ne usufruiscono, un’edilizia abitativa che ricalca sempre più i criteri di quella carceraria. La strada tende a scomparire come luogo di convivenza, di protesta, di rivolta. La perdita di identità dei quartieri, svuotati della propria capacità di vivere delle relazioni umane dirette e non mediate tra i propri abitanti, plasma un territorio vuoto di persone, di idee ed immaginazione. Allo stesso tempo la perdita di memoria storica, anche nei quartieri “popolari”, porta alla scomparsa di qualsiasi legame vivo con le trascorse esperienze di rivolta, che sopravvivono in forma di ricorrenze rituali, spesso semplicemente celebrative. Il controllo sociale programmato diventa quindi compiutamente totalitario, nel momento in cui l’ideologia securitaria che lo sostiene arriva ad essere inculcata con successo nei singoli individui; è così che i nostri vicini, spinti e convinti a collaborare, sono pronti a trasformarsi all'occorrenza in spie. Il terrore di essere attaccati da una folla di delinquenti affamati, o di dover rinunciare a qualche briciola della tranquillità prodotta dal miraggio del benessere, spingono chi si sente incluso ad applaudire alla criminalizzazione e alla repressione degli esclusi e dei "devianti". Ed è precisamente questa propaganda sistematica della guerra tra poveri a rafforzare la crescente dinamica di fascistizzazione della società. Intanto le città continuano a crescere: la migrazione dalle campagne, o dalle aree urbane di altre parti del pianeta, converge verso le grandi metropoli alla ricerca della cosiddetta “vita migliore”, spesso identificata in un innalzamento della propria condizione economica, che il più delle volte rimane un miraggio. L'esplosività di questa situazione è stata da tempo recepita dalle istituzioni politiche e militari dell'occidente, come testimonia il documento della NATO "Urban Operations in the year 2020", in cui si prefigurano le modalità di impiego degli eserciti in funzioni di controllo e contrasto dell'insorgenza urbana. Questo inquietante scenario proietta sotto una luce diversa la scelta governativa di dislocare dei militari nelle strade delle nostre città, solo apparentemente "folkloristica", ma in realtà volta ad abituare la popolazione ad uno stato di emergenza permanente; la gestione delle cosiddette calamità naturali recenti, in Abruzzo come ad Haiti, ce ne forniscono un significativo esempio. Sceglie di vivere nelle metropoli, senza volersi rassegnare a subirne passivamente la deriva liberticida, è una prospettiva di resistenza. Resistere è agire direttamente, rendersi autonomi dalle decisioni imposte dalle istituzioni e responsabili delle proprie vite e dei propri territori, recuperare le strade come terreno di lotta, forzando le barriere dell'urbanismo, liberare spazi dal controllo e dal profitto per dare impulso all'autogestione; senza con ciò accontentarsi di sostituire all'isolamento imposto dall'alto un isolamento scelto autonomamente. Sta a noi passare dalla limitata prospettiva di resistenza a quella più insidiosa, ma allo stesso tempo più stimolante, della riscossa, che abbracci l'azione sovversiva nella più ostile delle condizioni. ore 18:30 INCONTRO/DIBATTITO: RESISTERE < DISTRUGGERE L'URBE TOTALITARIA CON PRESENTAZIONE DELLO SCRITTO DI ANALISI SUL DOCUMENTO DELLA NATO "URBAN OPERATIONS IN THE YEAR 2020" A CURA DELLA REDAZIONE DI "NONOSTANTE MILANO" a seguire: CENA VEGAN e CONCERTO con: Anti You - What? - Serial Drinkers birreria, cucina vegan, distro anarchica, demasterizzazione selvaggia, gran bazar der raccatto, sottoscrizione libera dove: |
| [13-04-2010] Caca ad arte che concinema... dove: |
| [23-01-2010] 18 anni di autogestione senza compromessi dove: |
APPUNTAMENTI
Ci sono 15 appuntamenti in archivio.
Il DUBBIO...
L'IDEA CADUTA NELLA RETE?!
Ecco quindi anche la Biblioteca L'Idea, proiettata nel mondo virtuale; in un'epoca come questa, popolata da sostenitori convinti dell'indispensabilità di Internet, ci si potrebbe chiedere:" tutto 'sto tempo pe'fa' un sito?"(locale cadenza e usanza romana). In realtà la posticipazione della nostra entry telematica è da ricondurre più alle perplessità espresse da alcuni di noi che ad una mancanza di strumenti o di capacità tecniche per la realizzazione di un sito. Tali perplessità tuttora rimangono inalterate: riguardano la tipologia dello strumento; la qualità delle relazioni intraprese tramite esso; la critica generale alla tecnologia-progresso e ai meccanismi perversi di potere fisico e psicologico a cui è da sempre connessa; il controllo sbirresco facilitato dall'uso, spesso anche inconsapevole, di certi strumenti.
E' constatabile quanto i rapporti e le esternazioni di pensiero in rete spesso non abbiano riscontro d'azione nella realtà sia per la distanza fisica che separa i soggetti coinvolti sia per quella d'intenti che si danno per scontati teoricamente ma non hanno poi rispondenza nella pratica. Succede anche che, in contrasto ( o proprio a causa di ) la strabiliante velocità a cui viaggiano le notizie, ci si incagli tra i milioni di byte di botte e risposte, non sapendo più "a chi da' i resti" sfoderando i toni più accesi che rischiano di tradursi in portentose elucubrazioni intellettuali che dal computer difficilmente migrano per misurasi sul pratico e generare effettiva incisività di radicale cambiamento sociale. Ovviamente a tali asserzioni si contesterà il fatto che da parte di alcuni o molti è conseguito l'obiettivo di una conoscenza diretta successiva al primo approccio su una mailing list , che ha portato ad un consolidamento o all'estinzione dei rapporti. Rapporti che in ogni caso sono falsati, in quanto una conoscenza ravvicinata e personale comporta del tempo di approfondimento e di verifica di affinità, in cui l'aspetto pratico della frequentazione continuativa e l'esperienza comune è fondamentale, nella ricerca di percorsi rivoluzionari, sennò si ricalca il modello antico del penfriend chattando per compensare illusoriamente la solitudine prodotta da questa merda di società basata sulla coercizione e la competitività.
Quanto una persona a distanza, con un vissuto completamente diverso dal nostro, può comprendere ciò che noi stessi viviamo, in un contesto sociale ad essa estraneo, soprattutto in un momento in cui il potere recupera tutto, proprio sotto forma di antagonismo, in cui le medesime parole, un tempo rivoluzionarie, sono usate per occultare concetti estremamente differenti e il significante è in netta contraddizione con il "nuovo" significato? Questa corsa alla tecnologizzazione, a munirsi degli strumenti più aggiornati (upgrade mania), o anche il riciclaggio e l'uso di free software ( che per lo meno tentano di contrastare il monopolio dei sistemi proprietari e il controllo coadiuvato di multinazionali e stati), la richiesta di estensione per "pari opportunità" ai paesi che non "godono" di tale "stadio evolutivo" non rispecchiano però una concezione liberante valida per tutti. Ci sono ancora individui e popoli radicati alla terra e che in armonia con essa vogliono vivere, così come i loro predecessori, senza considerare l'energia elettrica fattore determinante per la propria sopravvivenza , i Mapuche ad esempio individuandone la sua potenzialità distruttiva si stanno opponendo, nella più complessiva resistenza all'invasione delle multinazionali, alla costruzione di nuove centrali idroelettriche che finirebbero di distruggere le loro terre d'origine.
La possibilità di usare certi strumenti non comporta quindi conseguentemente la liberazione degli individui, il più delle volte produce ulteriore assoggettamento, sfruttamento di risorse ed esseri viventi, distruzione della natura (umani compresi). Questo secolo (scorso) sarebbe stato forse "illuminante" per chi tra i rivoluzionari ottocenteschi , anche anarchici, confidava nel progresso e nella scienza, come via emancipatrice dei popoli………… Dopo aver esposto neanche esaustivamente alcune delle nostre perplessità sulla scelta di assitarci ed aver inevitabilmente suscitato l'astio dei superliberatecnoconvinti è evidente che abbiamo optato per l'uso anche di questo strumento di divulgazione dell'esistenza della biblioteca e di alcuni materiali informativi, per "stimolo alla conoscenza" (di Sé o di Che) motivo meno popularovvio della circolazione dei Saperi (da Chi per Che?).
E' nostra volontà mantenere come forme di comunicazione quelle tradizionali e più dirette possibili, invitiamo perciò chi ci vuole contattare a farlo postalmente o meglio personalmente così ci ammorberemo in maniera sia intensiva che estensiva senza farci consumare gli occhi dallo schermo ma inebriandoci la vista e i sensi dalla palpabilità delle nostre reciproche presenze.
CHE L'IDEA SI DIFFONDA NELLA RETE, SENZA IMPIGLIARVISI NE FUORIESCA E SI PRATICHI NELL'AZIONE LIBERA E ANARCHICA
E' constatabile quanto i rapporti e le esternazioni di pensiero in rete spesso non abbiano riscontro d'azione nella realtà sia per la distanza fisica che separa i soggetti coinvolti sia per quella d'intenti che si danno per scontati teoricamente ma non hanno poi rispondenza nella pratica. Succede anche che, in contrasto ( o proprio a causa di ) la strabiliante velocità a cui viaggiano le notizie, ci si incagli tra i milioni di byte di botte e risposte, non sapendo più "a chi da' i resti" sfoderando i toni più accesi che rischiano di tradursi in portentose elucubrazioni intellettuali che dal computer difficilmente migrano per misurasi sul pratico e generare effettiva incisività di radicale cambiamento sociale. Ovviamente a tali asserzioni si contesterà il fatto che da parte di alcuni o molti è conseguito l'obiettivo di una conoscenza diretta successiva al primo approccio su una mailing list , che ha portato ad un consolidamento o all'estinzione dei rapporti. Rapporti che in ogni caso sono falsati, in quanto una conoscenza ravvicinata e personale comporta del tempo di approfondimento e di verifica di affinità, in cui l'aspetto pratico della frequentazione continuativa e l'esperienza comune è fondamentale, nella ricerca di percorsi rivoluzionari, sennò si ricalca il modello antico del penfriend chattando per compensare illusoriamente la solitudine prodotta da questa merda di società basata sulla coercizione e la competitività.
Quanto una persona a distanza, con un vissuto completamente diverso dal nostro, può comprendere ciò che noi stessi viviamo, in un contesto sociale ad essa estraneo, soprattutto in un momento in cui il potere recupera tutto, proprio sotto forma di antagonismo, in cui le medesime parole, un tempo rivoluzionarie, sono usate per occultare concetti estremamente differenti e il significante è in netta contraddizione con il "nuovo" significato? Questa corsa alla tecnologizzazione, a munirsi degli strumenti più aggiornati (upgrade mania), o anche il riciclaggio e l'uso di free software ( che per lo meno tentano di contrastare il monopolio dei sistemi proprietari e il controllo coadiuvato di multinazionali e stati), la richiesta di estensione per "pari opportunità" ai paesi che non "godono" di tale "stadio evolutivo" non rispecchiano però una concezione liberante valida per tutti. Ci sono ancora individui e popoli radicati alla terra e che in armonia con essa vogliono vivere, così come i loro predecessori, senza considerare l'energia elettrica fattore determinante per la propria sopravvivenza , i Mapuche ad esempio individuandone la sua potenzialità distruttiva si stanno opponendo, nella più complessiva resistenza all'invasione delle multinazionali, alla costruzione di nuove centrali idroelettriche che finirebbero di distruggere le loro terre d'origine.
La possibilità di usare certi strumenti non comporta quindi conseguentemente la liberazione degli individui, il più delle volte produce ulteriore assoggettamento, sfruttamento di risorse ed esseri viventi, distruzione della natura (umani compresi). Questo secolo (scorso) sarebbe stato forse "illuminante" per chi tra i rivoluzionari ottocenteschi , anche anarchici, confidava nel progresso e nella scienza, come via emancipatrice dei popoli………… Dopo aver esposto neanche esaustivamente alcune delle nostre perplessità sulla scelta di assitarci ed aver inevitabilmente suscitato l'astio dei superliberatecnoconvinti è evidente che abbiamo optato per l'uso anche di questo strumento di divulgazione dell'esistenza della biblioteca e di alcuni materiali informativi, per "stimolo alla conoscenza" (di Sé o di Che) motivo meno popularovvio della circolazione dei Saperi (da Chi per Che?).
E' nostra volontà mantenere come forme di comunicazione quelle tradizionali e più dirette possibili, invitiamo perciò chi ci vuole contattare a farlo postalmente o meglio personalmente così ci ammorberemo in maniera sia intensiva che estensiva senza farci consumare gli occhi dallo schermo ma inebriandoci la vista e i sensi dalla palpabilità delle nostre reciproche presenze.
CHE L'IDEA SI DIFFONDA NELLA RETE, SENZA IMPIGLIARVISI NE FUORIESCA E SI PRATICHI NELL'AZIONE LIBERA E ANARCHICA



L'Idea e anche uno dei modi per conoscere il pensiero, l'azione e gli individui lanciati nella sfida all'ordine costituito.