30 marzo: giornata internazionale di mobilitazione per la Palestina. Fermati a riflettere sulle complicità dell’accademia con i crimini di Israele.
Perchè il 30 marzo?
Il 30 marzo 1976, le forze armate israeliane entrarono nei villaggi arabi in sciopero contro la confisca di terra palestinese, aprendo il fuoco sulle persone disarmate… 6 palestinesi furono uccisi, 96 feriti e 300 arrestati.
Ad oggi, i palestinesi nel mondo celebrano il 30 marzo come il Giorno della Terra per onorare la memoria di tutti coloro che sono morti per difendere il diritto della popolazione autoctona palestinese alla terra, e per protestare contro l’attuale furto di terre e il trasferimento forzato del popolo palestinese.
Cosa c’entrano Università, scuole di eccellenza e enti di ricerca pisani?
Dall’elenco dei progetti di ricerca finanziati dall’Unione Europea, consultabili dal sito comunitario di informazione sulla ricerca (Cordis), risulta che:
* la Scuola Superiore S. Anna collabora con la Bar Ilan University, che ha costruito un suo College su territori occupati (insediamento illegale di Ariel), e obbliga anche gli studenti arabi a dare l’esame di studi ebraici (Bibbia, Talmud, filosofia e storia ebraica)
* sia l’Università di Pisa che la Scuola S.Anna e la Scuola Normale collaborano con la Hebrew University of Jerusalem, che ha confiscato terra palestinese, talvolta chiede un “certificato di integrità” ai visitatori arabi-palestinesi e spesso nega l’ingresso a studenti palestinesi di altre università, discrimina gli arabi-palestinesi nell’accesso agli impianti sportivi, scoraggia i propri studenti internazionali dal visitare Gerusalemme Est o partecipare a manifestazioni
* sia l’Università di Pisa che la Scuola S.Anna collaborano con la Tel Aviv University, costruita tra le rovine di un villaggio palestinese quasi interamente distrutto nel 1948, vietando anche la semplice apposizione di una targa commemorativa sull’antico edificio del capo-villaggio, ora adibito a ristorante per i docenti.
* L’Università di Pisa collabora con la Haifa University, che porta i propri studenti palestinesi davanti al comitato disciplinare in modo sproporzionato per proteste verso conferenze e affermazioni razziste dei docenti sionisti, ha impedito l’accesso al campus alla leader della principale lista studentesca arabo-palestinese, scoraggia gli studenti internazionali dal visitare villaggi e quartieri arabi-palestinesi in Israele.
Ma l’elenco è molto lungo, e comprende progetti del Consorzio Pisa Ricerche, del CNR, di centri studi aziendali come quello della Piaggio.
Perchè tanti progetti di ricerca con Israele?
Il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico è il programma di ricerca UE per il periodo dal 2007 al 2013. Israele ne fa parte a pieno titolo in base a un accordo di associazione, che consente ai ricercatori israeliani di ricevere finanziamenti alle stesse condizioni degli studiosi degli Stati membri dell’UE. Tale accordo fa dell’ Unione Europea la seconda maggiore risorsa finanziaria di Israele per la ricerca, dopo la Israel Science Foundation.
Intrattenere rapporti culturali privilegiati con uno Stato che viola sistematicamente i diritti umani è una dichiarazione di complicità:
Non ci interessano le violazioni, fate pure come credete, vi concediamo impunità!
L’Apartheid Sudafricana è stata fermata dal boicottaggio internazionale, e molti intellettuali ebrei hanno boicottato negli anni ‘80 l’accademia sudafricana. Se credi nella democrazia, nell’uguaglianza, nei diritti umani, nei principi che reggono il diritto internazionale…
boicotta l’Apartheid israeliana!
La campagna internazionale: www.bdsmovement.net
Unisciti al gruppo BDS di Pisa.
Ci riuniamo ogni mercoledì alle 18 presso Rebeldia, Via Battisti 51
http://www.inventati.org/bds-pisa/






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