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Cosa vogliamo  Cosa vogliamo
1. Abolizione della proprietà privata della terra, delle materie prime e degli strumenti di lavoro, perché nessuno abbia il mezzo di vivere sfruttando il lavoro altrui, e tutti, avendo garantiti i mezzi per produrre e vivere, siano veramente indipendenti e possano associarsi agli altri liberamente; per l'interesse comune e conformemente alle proprie simpatie.

2.
Abolizione dei Governo e di ogni potere che faccia la legge e la imponga agli altri: quindi abolizione di monarchie, repubbliche, parlamenti, eserciti, polizie, magistratura, ed ogni qualsiasi istituzione dotata di mezzi coercitivi.

3.
Organizzazione della vita sociale per opera di libere associazioni e federazioni di produttori e consumatori, fatte e modificate secondo la volontà dei componenti, guidati dalla scienza e dall'esperienza e liberi da ogni imposizione che non derivi dalle necessità naturali, a cui ognuno, vinto dal sentimento stesso della necessità ineluttabile, volontariamente si sottomette.

4.
Garantiti i mezzi di vita, di sviluppo, di benessere ai fanciulli ed a tutti coloro che sono impotenti a provvedere a loro stessi.

5.
Guerra alle religioni ed a tutte le menzogne, anche se si nascondono sotto il manto della scienza. Istituzione scientifica per tutti e fino ai suoi gradi più elevati.

6.
Guerra alle rivalità ed ai pregiudizi patriottici. Abolizione delle frontiere: fratellanza fra tutti i popoli.

7.
Ricostruzione della famiglia in quel modo che risulterà dalla pratica dell'amore, libero da ogni vincolo legale, da ogni oppressione economica o fisica, da ogni pregiudizio religioso.

Section Chi siamo

Documento diffuso all'apertura dell'Ateneo Libertario - 6 marzo 2004

“Ciò che più importa è che il popolo, gli uomini tutti perdano gli istinti e le abitudini pecorili che la millenaria schiavitù ha loro ispirato ed apprendano a pensare ed agire liberamente”. Errico Malatesta

Nasce a Napoli, in vico Verde Monteoliveto 4 (tra il cinema Adriano e la facoltà di architettura), l’Ateneo Libertario un luogo di incontro per tutte le persone che, come noi, desiderano un mondo dove non vi è nessun dominio o sfruttamento dell’uomo sull’uomo, un mondo dove tutti possano vivere liberamente senza padroni e senza confini.
L’Ateneo Libertario è lontano da ogni partito politico, destra o sinistra che sia, perché non crediamo possibile che la soluzione dei nostri desideri, dei nostri problemi e dei nostri sogni possa essere delegata ad altri, la nostra vita la vogliamo decidere noi.
Noi anarchici crediamo che tutto il male, la violenza e l’ingiustizia che siamo costretti a subire quotidianamente siano causati dal cattivo modo in cui questa società è organizzata.
Stato, carcere, scuola, esercito, chiesa, polizia: tutte strutture costruite dai padroni e dai governanti per sottometterci, per negarci la naturale libertà di pensiero e di azione; queste strutture noi le vogliamo eliminare e siamo consapevoli che per liberarci da queste catene dobbiamo smetterla di delegare ad altri quello che possiamo fare noi, ogni singola persona può iniziare a demolire quel potere, quell’autorità e quella gerarchia che è presente in ogni attimo della nostra vita, a casa come in strada, in famiglia come nel quartiere. L’anarchia verrà soltanto se saremo consapevoli che per essere realmente liberi dobbiamo lottare per la libertà di tutti. L’anarchia non è qualcosa che può essere imposta con la forza, con una dittatura o con un esercito; qualsiasi forma di imposizione non ci appartiene, questi metodi li lasciamo ai vari ministri, poliziotti, preti e onorevoli.
Spinti da tutto questo, come anarchici e libertari, abbiamo deciso di costruire un luogo dove chiunque può iniziare a discutere e ad organizzarsi per un mondo di libertà, di uguaglianza e di felicità. Felicità che noi abbiamo abbandonato costretti ogni giorno a sopravvivere invece che a vivere, a morire di lavoro per arrivare alla fine del mese, mentre i padroni, seduti sulle loro comode poltrone, si nutrono del nostro sangue e ingrassano col nostro sudore.
Felicità che giovani, appena maggiorenni, bruciano per indossare una divisa, per morire in guerra o nei nostri quartieri, tutto in nome della patria, del denaro e della bandiera. La nostra patria è, invece, tutto il mondo e la nostra bandiera è quella degli oppressi e dei ribelli che vogliono libertà, per questo non vogliamo nessuna guerra mossa per il potere e per il denaro.
L’unica guerra che sentiamo di condividere è quella dei servi contro i padroni, quella degli uomini contro il potere, quella per la libertà contro la dittatura.
I potenti, quelli che ogni giorno decidono sulla nostra vita, dicono attraverso i loro giornali e le loro televisioni che viviamo in una democrazia che tutela la libertà di ognuno ma noi nella loro libertà vediamo soltanto denaro, violenza e sfruttamento. Per questo non riusciamo a credere possibile il “migliorare quello che abbiamo” perché quello che abbiamo sono soltanto catene e continueremo a portarle fino a quando ci sarà un governo e uno Stato che decida per noi, fino a quando ci saranno uomini che si arrogheranno il diritto di comandare.


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«Organo e funzione sono termini inseparabili. Levate ad un organo la sua funzione o l'organo muore o la funzione si ricostituisce. Mettete un esercito in un paese in cui non ci siano nč ragioni nč paure di guerra interna o esterna, ed esso provocherą la guerra, o, se non ci riesce, si disfarą. Una polizia dove non ci siano delitti da scoprire e delinquenti da arrestare, inventerą i delitti e delinquenti, o cesserą di esistere.» Errico Malatesta

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