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Tempo

Tempo

manoscritto, agosto '88

Il nulla: la potenzialità assoluta con le sue leggi implicite, il polo oggettivo dell'esistenza, ciò che "esiste" fuori dal soggetto.

Il tempo (filosofico): il movimento di esplicitazione, nel quale il nulla sta e diviene, in modo necessario ma incerto.

Il soggetto: la attualità necessaria e incerta; egli non può essere attualità se non di ciò che è necessariamente implicito nel nulla, ma rappresenta nello stesso tempo il più alto livello di incertezza. Nel soggetto divarica al massimo necessità e incertezza: questo vuol dire che egli è caratteristicamente libero. Egli cerca di persuadersi (Michelstaedter). Egli non può aspettare di essere persuaso, perché ciò non avverrà mai.

Il passato: elemento di persuasione parziale; ciò che appare come necessario.

Il futuro: ciò che appare incertamente idoneo a divenire passato.

Il presente: l'incertezza sulla necessità del passato e sulla idoneità del futuro a passare.

Operare del soggetto. [...] al buio assoluto — in un primo momento sognare, poi ricordare il sogno e tradurlo in combinazioni di incerta necessità — l'eticità.

[non usare: essenza, sostanza, essere, realtà ecc.]

[cercare di farla finita con l'utopia: dall'utopia alla scienza, in primo luogo filosofica]

Lo spazio: la collocazione del nulla come determinazione separata. La determinazione dentro la quale il tempo filosofico diventa tempo dell'esperienza.

L'esperienza: l'aggirarsi del soggetto nel tempo dello spazio, cercando una direzione.

Lo sconforto e la morte del soggetto: la malattia mortale di Kirk.

Equivalenti dell'operare: trasformare la natura, trasformare i rapporti fra gli uomini, elevare i bisogni, soddisfarli (Marx).

[Engels è un utopista].

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