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Convegno di Zurigo, indice


Introduzione di Emanuela Scuccato al convegno "Per una società senza prigioni" (28-29-30 maggio 1999, Zurigo)

Buonasera e un benvenuto a tutti in questa tre giorni di STUDIO e di DIBATTITO sull'abolizionismo carcerario.

L'idea di questo convegno è nata in Italia, un anno fa. Ed è partita dalla lettura di un saggio ABOLIZIONISTA e sull'OBIEZIONE DI COSCIENZA scritto da un prigioniero delle Brigate Rosse, Vincenzo Guagliardo, attualmente recluso "A FINE PENA MAI".
Cioè ALL'ERGASTOLO.
Nel carcere di Opera.

Parafrasando il celeberrimo Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, un'opera del 1764, il saggio di Guagliardo si intitola SIGNIFICATIVAMENTE: DEI DOLORI E DELLE PENE.

Siamo partiti da qui. Da quello che noi consideriamo come uno SPARTIACQUE nel panorama editoriale del nostro Paese.
Sono infatti pochissime, in Italia, le traduzioni di lavori sull'abolizionismo carcerario.
Quasi inesistenti le riflessioni in proprio.

NOI TUTTI, che abbiamo proposto questa iniziativa ai compagni della "Rote Fabrik", abbiamo operato e TUTTORA operiamo nell'ambito del CARCERARIO.
Qualcuno di noi ha conosciuto direttamente LA PRIGIONE.

IL CARCERE È UNA ISTITUZIONE TOTALE.
Su questo e sulle implicazioni DEVASTANTI dell'istituzione totale sull'individuo recluso e sull'intera comunità, sia dal punto di vista MATERIALE sia da quello SIMBOLICO, il pensiero del comitato organizzatore italiano converge.

Proveniamo da esperienze politiche diverse.
Esperienze collocabili in quella realtà che oggi i media del nostro Paese definiscono un po' grossolanamente con un termine che ha però il pregio dell'immediatezza: movimento ANTAGONISTA.

Noi tutti sentiamo FORTE l'esigenza di RILANCIARE un dibattito sul superamento dell'istituzione totale CARCERE.
Un dibattito che vada oltre i CONFINI dei singoli Paesi europei.
Che ponga le basi per uno scambio di informazioni e di esperienze.
Per uno SCAMBIO di STRATEGIE.

Siamo convinti che di fronte a TRATTATI COME QUELLO DI SCHENGEN occorra mobilitarsi.
Occorra elaborare non soltanto una RESISTENZA, ma delle RISPOSTE DI TUTT'ALTRO SEGNO rispetto a quelle REPRESSIVE finora attuate dai nostri governi.

Le nostre prigioni sono in maggioranza popolate di tossicodipendenti, immigrati, soggetti non garantiti.
Soggetti non garantiti da alcun welfare state, ma: ATTENZIONE!, soggetti PREZIOSISSIMI.
Perché su di loro si IMPERNIA un nuovo BUSINESS: APPUNTO quello carcerario.

La RECLUSIONE è oggi ANCHE una questione ECONOMICA.

Sarebbe un errore, un GRAVE ERRORE, se non si tenesse conto di questo.

La battaglia per la liberazione dei detenuti politici non DEVE e non può esimerci da un'analisi articolata dell'istituzione totale in seno alla globalizzazione del mercato e delle politiche mondiali del neoliberismo.
Non DEVE e non PU˝ esimerci da una battaglia RADICALE, e a TUTTO CAMPO, contro l'istituzione totale in Sâ e PER Sâ.

La battaglia contro l'istituzione totale è una BATTAGLIA POLITICA.

Qualcuno di noi ha definito questa lotta una UTOPIA.
UTOPIA è un termine di derivazione greca che significa letteralmente "buon luogo".
Significa cioè, in senso lato, METTERSI SULLA STRADA GIUSTA.
PERCORRERLA, questa strada.

I compagni e amici della "Rote Fabrik" hanno subito capito.
Ci hanno dato la possibilità di concretizzare questo incontro.
Abbiamo lavorato insieme. E abbiamo lavorato BENE insieme.
È stata un'esperienza che ci ha arricchiti.
Culturalmente, politicamente. UMANAMENTE.

Prima di concludere questa breve introduzione ai lavori del convegno "Per una società senza prigioni", voglio spendere due parole sulla guerra NON DICHIARATA e IN VIOLAZIONE DEL DETTATO COSTITUZIONALE che il governo italiano sta combattendo nella ex Iugoslavia.

In una sua recente lettera Vincenzo Guagliardo definiva la penalità "una guerra interna costante, seppure a bassa intensità".

Noi siamo contro OGNI FORMA di REPRESSIONE.

Nell'augurarci che questa iniziativa non si esaurisca soltanto in un'occasione di incontro, di FESTOSO INCONTRO anche, ma ci porti a stabilire delle relazioni, dei contatti per un futuro lavoro comune a livello europeo, il comitato organizzatore ringrazia tutti coloro che hanno voluto essere qui stasera per collaborare fattivamente a questo progetto politico.
Grazie!

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