indice


Politici e amnistia

PRESENTAZIONE.

L'amnistia politica Ź uno di quegli argomenti, non facili e spesso malvisti, che sembrano destinati ad essere poco studiati e conosciuti. Essa infatti Ź guardata con sospetto dai giuristi, che vi vedono un momento di rottura (piĚ o meno giustificata politicamente, ma pur sempre rottura) della ordinaria legalitą.

Non maggiore attenzione ha l'argomento presso gli storici e presso gli studiosi di cose politiche, per i quali l'amnistia Ź da considerare come uno strumento di «governo», nemmeno dei principali.

Uno dei risultati di questa situazione Ź la pressoché totale assenza di studi specifici sull'argomento.

Se si escludono, infatti, le uniche due importanti monografie sulle amnistie in generale (1) (che contengono alcuni utili riferimenti anche a quelle politiche), non sono reperibili studi ampi e documentati sulla c.d. clemenza politica.

Nostro obiettivo principale Ź quello di cominciare a colmare questa mancanza, partendo da due presupposti:

- la separazione, come oggetto di indagine, delle amnistie politiche da quelle di altro genere. Identico Ź infatti il mezzo tecnico, ma molto diverse sono le caratteristiche storiche ed il senso dei due fenomeni;

- la necessitą di verificare sulla base dell'esperienza storica in fatto di amnistie politiche la nozione di delitto politico, la sua ampiezza, il suo utilizzo eccetera.

L'argomento ha una sua innegabile attualitą.

Le modalitą penali di controllo di fenomeni sociali e politici sono state negli ultimi anni oggetto di numerosi studi incentrati sulla giurisdizione penale in materia politica e sulla legislazione « antiterrorismo» che veniva introdotta nell'ordinamento.

All'interno di questi studi, il cui sviluppo Ź naturalmente connesso con la gran quantitą ed importanza dei processi politici nella recente storia italiana, se si escludono quelli in vario modo apologetici (con motivazioni diversamente graduate tra lo scientifico ed il politico), puė ; dirsi prevalente la tendenza di coloro che esprimono preoccupazione per l'abbandono dei principi classici del diritto penale e propugnano conseguentemente la necessitą di un loro recupero (sulla base dell'offensivitą della condotta criminosa eccetera).

Sul piano specifico della nozione di delitto politico ciė ha significato uno sforzo di precisazione, di delimitazione e globalmente di restrizione delle condotte riconducibili ad essa. Si Ź mostrata infatti, anche sul piano storico, la pervasivitą delle incriminazioni fatte in ragione della politicitą dei reati e la sopravvivenza, sotto la nozione di delitto politico, di modalitą persecutorie tipiche del «crimen leasae maiestatis».

Tale orientamento di studi Ź evidentemente teso a contrastare da un lato l'introduzione e la permanenza nell'ordinamento italiano di norme che fanno della politicitą (per esempio sotto la forma di «finalitą di terrorismo e di eversione dell'ordinamento democratico/costituzionale») la causa di incriminazione di comportamenti altrimenti non puniti o di forte aggravamento della pena e, dall'altro, l'uso esteso che di esse hanno fatto e continuano a fare i giudici.

Va subito detto che le critiche e le preoccupazioni espresse da questi studiosi sono da noi pienamente condivise.

Va perė rilevato, ed Ź uno dei problemi che affronteremo, che una nozione di delitto politico costruita soltanto su tale tipo di argomenti rischia di essere riduttiva in sé e distorta sul piano storico. Ciė per vari motivi.

In primo luogo l'attribuzione di politicitą al fatto reato non sempre opera «contra reo». Si Ź verificato infatti, e continua a verificarsi, che proprio il non riconoscimento del carattere politico del reato sia la causa e la modalitą di un trattamento di maggior durezza. Va esaminata perciė in concreto la tecnica adottata dal potere per controllare un fenomeno politico (politicizzazione o criminalizzazione) e la fase in cui si trova il fenomeno stesso (di crescita o di esaurimento).

In secondo luogo la nozione moderna (di origine ottocentesca) di delitto politico si Ź costruita in buona parte intorno a problemi quale quello dell'estradizione (divieto di), quello della concessione di amnistie ed indulti e quello del regime carcerario differenziato in meglio, intorno al problema cioŹ di un trattamento di minor severitą di comportamenti politici il cui carattere «criminale» veniva posto in dubbio per piĚ versi. E' perciė quanto mai opportuna una ricognizione storica di quanto accaduto in questi campi, che costituiscono il rovescio della medaglia di incriminazioni e processi politici.

Quanto alla situazione attuale in Italia ed alle possibili forme di decriminalizzazione per fatti politici le nostre opinioni immediate non coincidono circa la possibilitą e la opportunitą del mezzo amnistia (2), mentre Ź per entrambi di importanza prioritaria la rimessa in discussione e l'abrogazione delle norme penali con carattere « speciale» introdotte nel corso della c.d. emergenza.

Riteniamo a tal fine indispensabile lo sviluppo su questi temi di un dibattito che superi pericolosi luoghi comuni e che sia il piĚ profondo e documentato possibile.

Il nostro lavoro vuole muoversi in questa direzione.

I capitoli 2 e 6 riproducono, fatta eccezione per alcune modifiche ed integrazioni, il saggio di A. Santosuosso, "Politicitą dei reati e forme di decriminalizzazione. Amnistia e dissociazione", apparso in A.A. V.V., "Il delitto politico dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri" ;, Sapere 2000, Roma, 1984.

Il capitolo 3 riproduce, fatta eccezione per una breve aggiunta finale, l'articolo di F. Colao apparso in «Studi Senesi», 1982, 1, p. 63 segg. con il titolo "La ricostruzione dogmatica del reato politico attraverso le amnistie (1919-1932)".

Il capitolo 5 e la post-fazione sono stati scritti da Amedeo Santosuosso per la pubblicazione in questo volume.

I capitoli 1 e 4 sono invece inediti di Floriana Colao.

Milano-Siena, marzo 1986

Amedeo Santosuosso

Floriana Colao

NOTE.

1) G. Zagrebelsky, "Amnistia, indulto e grazia", Milano, GiuffrŹ, 1974; G. Gemma, "Principio costituzionale di eguaglianza e remissione della sanzione", Milano, GiuffrŹ, 1993.

2) Santosuosso ritiene possibile e preferibile una soluzione « tradizionale» del tipo amnistia e indulto, mentre Colao ritiene che l'amnistia per sua natura si risolva in una sanatoria che, senza mettere in discussione il conflitto del nostro recente passato, perpetua l'eccezionalitą dell'intervento statale.



indice


informativa privacy