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Marx e la pena 6. "Rivelazione del mistero dell'emancipazione delle donne ovvero Louise Morel" (10).

In occasione dell'arresto di Louise Morel, Rodolfo fa delle riflessioni che si riassumono in queste:

«Il signore corrompe spesso la serva, o con il terrore o con la sorpresa o con altra utilizzazione delle occasioni, che la natura del rapporto di servizio produce. Egli la getta nell'infelicità, nel disonore, nel delitto. La legge rimane estranea a questo oggetto... Il delinquente che di fatto ha costretto la ragazza all'infanticidio non viene punito».

Le riflessioni di Rodolfo non si estendono neppure tanto da sottoporre lo stesso rapporto di servizio alla sua critica serenissima. In quanto piccolo sovrano, egli è un grande protettore di rapporti di servizio. Ancora meno Rodolfo arriva a concepire come inumana la posizione generale della donna nella società moderna. Del tutto fedele alla sua teoria esposta fin qui, egli sente solo la mancanza di una legge che punisca il seduttore e colleghi il pentimento e la espiazione con punizioni terribili.
Rodolfo non avrebbe che da guardarsi intorno, da considerare la legislazione esistente di altri paesi. La legislazione inglese soddisfa tutti i suoi desideri. Nella sua delicatezza, che Blackstone sottolinea elogiativamente, essa arriva al punto di dichiarare colpevole di fellonia anche chi seduce una ragazza di piacere.
Il signor Szeliga fa suonare la fanfara:

«Rodolfo! - pensa! - questo! - ed ora confrontate questi pensieri con le vostre fantasticherie sull'emancipazione della donna. Il fatto di questa emancipazione può essere quasi toccato con mano, mentre voi siete fin dall'inizio troppo pratici e perciò così spesso sfortunati con i vostri semplici tentativi».

Al signor Szeliga si deve in ogni caso la rivelazione del mistero che un fatto può quasi essere toccato con mano nel pensiero. Per quanto concerne il paragone singolare che egli stabilisce fra Rodolfo e gli uomini che hanno sostenuto l'emancipazione della donna, si paragonino i pensieri di Rodolfo con le seguenti fantasticherie di Fourier:

«L'adulterio, la seduzione, fanno onore ai seduttori, sono eleganti... Ma, povera ragazza! L'infanticidio, che delitto! Se essa tiene all'onore è necessario che cancelli le tracce del disonore, e se sacrifica il suo bambino ai pregiudizi del mondo, essa è ancora più disonorata ed incorre nei pregiudizi della legge... Questo è il circolo vizioso che ogni meccanismo civile percorre».
«La figlia non è una merce, offerta in vendita al primo venuto che voglia acquistare la proprietà esclusiva della ragazza?... De mÉme qu'en grammaire deux négations valent une affirmation, l'on peut dire qu'en négoce coniugal deux prostitutions valent une vertu».
«Il cambiamento di un'epoca storica si può sempre determinare dal progresso del rapporto delle donne con la libertà, perché, qui, nel rapporto della donna con l'uomo, del debole con il forte, appare nel modo più evidente la vittoria della natura umana sulla brutalità. Il grado dell'emancipazione femminile è la misura naturale della emancipazione generale».
«La degradazione del sesso femminile è un tratto caratteristico essenziale tanto della civiltà come della barbarie, con la sola differenza che l'ordine civile eleva ogni vizio, che la barbarie esercita in un modo semplice, a un modo di esistenza composto, duplice, equivoco, ipocrita... La pena per il fatto di mantenere la donna in schiavitù non colpisce nessuno più profondamente dell'uomo stesso» (Fourier).

Di fronte al pensiero di Rodolfo è superfluo rinviare sia alla caratterizzazione magistrale del matrimonio data da Fourier, sia gli scritti della frazione materialistica del comunismo francese.
Il pietosissimo scarto di letteratura socialista, che si può trovare nel romanziere, rivela alla critica critica «misteri» ancora sempre sconosciuti.



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