Un'ondata di privatizzazioni

Mathilde Du Pasquier

Le carceri non sfuggono all'ondata di privatizzazioni che scuote i paesi occidentali. In Francia, il ministro della giustizia, Dominique Perben, ha pubblicato il 30 luglio 2004 dei bandi di concorso rivolti a società private per la costruzione di 30 penitenziari entro l'anno 2007 e 13.200 nuovi posti... vale a dire un preventivo di l,4 miliardi di euro che dovrebbero finire nelle tasche di grandi gruppi privati come Eiffage (ex-Fougerolles) o Bouygues. Anche la cosiddetta «foresteria» (alimentazione, lavanderia) sarà privatizzata. Alcune multinazionali come Sodexho si sono insediate in decine di paesi.
Negli Stati uniti, in Gran Bretagna e in Australia, le società private gestiscono totalmente alcuni penitenziari, comprese le operazioni di sorveglianza. Gli scandali si moltiplicano, come quello di Wackenhut Corrections Corporation (Wcc), prima società mondiale di gestione di carceri private, che è stata incriminata nel 2000 per cattivi trattamenti inflitti ai detenuti di Jena, Louisiana. In questo carcere privato di 276 letti, i detenuti erano trattati «come se camminassero a quattro zampe!, a piedi nudi, senza biancheria pulita, costretti a battersi per mangiare», secondo l'accusa (1). Mal retribuite, le guardie hanno spesso una formazione insufficiente.
Ciononostante, la deregolamentazione ha un bel futuro davanti a sé: il mercato delle carceri appare molto attraente per i gruppi privati tanto più che la popolazione carceraria cresce continuamente. Gli Stati uniti battono tutti i record con una percentuale di incarcerazione di 686 ogni 100.000 abitanti nel 2003. In Gran Bretagna, si contano 135 detenuti ogni 100.000 abitanti, come in Portogallo; in Spagna, 125 detenuti ogni 100.000 abitanti; in Belgio, 85 ogni 100.000. Sebbene la Francia rimanga nella parte inferiore della forchetta (99 per 100.000 nel 2003), il numero di detenuti è cresciuto del 32% dopo il 1990, per raggiungere, al 1 luglio 2003, il numero di 63.652, un aumento di 2.689 rispetto all'anno precedente, per un numero di posti, rimasto costante, di 48.600. La percentuale media di occupazione non è mai stata così alta: 128,3%. Questa sovrapopolazione non è tanto dovuta all'aumento della delinquenza quanto a un irrigidimento della giustizia penale, come si deduce dall'aumento della durata media di detenzione. Questa è più che raddoppiata in quindici anni (9,6 mesi nel 2003). Non sorprende che le persone più colpite provengano dai ceti popolari: il 15% dei detenuti sono analfabeti di ritorno, il 53,7% hanno un livello d'istruzione elementare.
Altra caratteristica, la proporzione di suicidi presso i detenuti è raddoppiata tra il 1980 e il 2003 (22,8 ogni 10.000 nel 2003).
Secondo l'Osservatorio internazionale delle carceri, 122 detenuti hanno scelto la morte nel 2002, ossia il 17,3% di più rispetto al 2001.



note:


(1) Patrice de Beer «La justice américaine porte plainte contre le principal opérateur de prisons priveés» Le Monde, 3 aprile 2000.
(Traduzione di M.G.G.)


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