IL PACIFISMO A SENSO UNICO DEGLI ANTIGLOBAL di Iuri Maria Prado "No al terrorismo e alla guerra: questa è la soluzione che le organizzazioni cosiddette pacifiste e "antiglobal" propongono dall'11 settembre. Che non è una soluzione, ma uno slogan. Peraltro piuttosto inutile: innanzitutto perché suppone che ci sia qualcuno che al terrorismo dice sì (e invece manco Arafat); e poi perché dire no al terrorismo non basta a fermarlo. Ma anche peggio è il no alla guerra: avrebbe senso e dignità se rivolto indiscriminatamente contro le guerre che ogni giorno si fanno nel mondo, mentre è solo colpevole demagogia se rivolto puntualmente contro le iniziative d'intervento dei Paesi democratici. Vale a dire dei Paesi che hanno l'imperdonabile difetto di far decidere la loro politica a governi liberamente eletti. Paesi, cioè, che hanno sì il potere di agire, ma prima di tutto il dovere di rispondere delle loro azioni. E che ne rispondono per "colpa" di liberi, giornali e tv, invenzioni diaboliche che i regimi totalitari tengono a distanza. Così si chiamava "guerra" l'intervento alleato in Iraq: e si diceva no. Ma non era "guerra" il colpo di mano militare di Saddam, con l'invasione del Kuwait e i missili su Israele: e infatti, quella volta, i pacifisti (e a rappresentarli non erano contestatori di piazza, ma larghe fette della comunità politica progressista). Ma non basta. Perché nella sloganistica pacifista c'è pure un sì: "Si a un mondo diverso". E magari fosse solo ingenuità sognatrice. E' altro ed è peggio. Si, perché il mondo lo vogliono "diverso". Rispetto a che? Rispetto all'Occidente libero e capitalista. Che sarebbe una volontà comprensibile e legittima se non ci fosse, prima, il bisogno più importante di realizzare un mondo diverso rispetto a com'è in tre quarti del pianeta: un mondo miserabile e senza libertà, un mondo di dittatura e tragedia. E invece cosa fa reclamare un mondo diverso al pacifismo antiglobalizzatore? Forse i campi di concentramento cinesi? No: gli hamburger. E cosa ripugna all'idea di libertà e democrazia di questa gente? Che ci sono troppi Paesi dove neppure si vota? No: che l'America vota per Bush. Senza un pensiero al dettaglio che nel Paese degli hamburger si è liberi di mangiarli o no, mentre nei Paesi che non sono toccati dalle loro proteste si è liberi perlopiù di morire di fame. E senza diritto di dire qualsiasi no: perché lì a governare non è il potere contestabile e revocabile delle democrazie, ma quello arbitrario di tiranni che non rispondono di nulla a nessuno. Qual è dunque il mondo diverso che vuole questo pacifismo? E' il mondo senza difetti della democrazia. Ma questo mondo c'è già. E' il mondo della democrazia. E' il mondo immune da contestazioni e diritti. E' il mondo cui i contestatori dell'occidente non chiedono di essere diverso.