Il giorno 12.9.2001, in seguito al gravissimo attentato di New York, avvenuto il giorno prima, ho pubblicato un articolo su Indymedia affrontando un problema: come evitare che i media associno il nostro antiamericanismo con quello degli attentatori? Il mio articolo aveva toni assolutamente pacifisti e condannava l'attentato, però dopo qualche ora, da un post di una ragazza, Federica (grazie!), scopro che Feltri, in evidente mala fede, ne ha inserito alcuni passaggi in un articolo di Libero intitolato: E SU INTERNET INSULTANO ANCHE I MORTI (!) Trattenendo a stento un urto di vomito, dopo un paio di bestemmie e qualche imprecazione, mi sono dato una calmata e ho scritto questa lettera (per ora senza risposta) ai direttori o alle redazioni di Corriere della Sera, Repubblica, Manifesto, Unità, Foglio e Liberazione: Gentile Direttore, mi sono permesso di scrivere a lei e ad altri quotidiani nazionali perché vorrei denunciare una squallida manipolazione di un mio messaggio, che ho pubblicato sul sito italia.indymedia.org il giorno 12.9.2001, attinente agli attentati di NY e Washington da parte del quotidiano "Libero". Chi ha scritto l'articolo in questione ha infatti riportato due frammenti di ciò che ho scritto, estrapolandoli dal contesto dell'intero messaggio, e li ha sommariamente commentati stravolgendo completamente il senso del mio intervento... Ritengo che questa operazione sia stata compiuta al fine di screditare l'intero movimento anti-globalizzazione, cavalcando sul fatto che un'esigua minoranza (penso neanche il 10% dei frequentatori del forum) ha cercato di fornire qualche giustificazione a un gesto così inumano. Giudico quest'atto una manifestazione di disinformazione parziale e faziosa, pensando anche al fatto che non siano stati menzionati i forum dell'estrema destra, dove la percentuale di chi applaudiva all'attentato (e con toni ben più duri e sostenuti) era decisamente maggiore. Inoltre, il quotidiano ha chiamato in causa (identificandolo banalmente con tutto il movimento di cui mi sento parte) un sito che non è un organo ufficiale di espressione dell'intera e variegatissima area "antagonista", ma semplicemente un forum a cui TUTTI possono accedere e in cui i commenti rappresentano esclusivamente gli stessi autori. Riporto quindi il mio messaggio e la parte "incriminata" dell'articolo di Libero: QUESTO E' IL MIO MESSAGGIO -------------------------------------------------------- THE DAY AFTER... come evitare che i media associno il nostro antiamericanismo con quello degli attentatori? spero che i portavoce della nostra protesta abbiano modo di esprimere quello che la maggioranza di noi prova: orrore e atterrimento per l'attentato, solidarietà e partecipazione per gli americani (ovviamente come PERSONE e non come stato/governo) e ferma condanna dell'estremismo islamico in quanto portatore comunque di idee antidemocratiche, totalitarie, omofobe e sessiste... ogni tentennamento nell'esprimere un giudizio univoco, deciso e irremovibile sarà visto dall'opinione pubblica come una presa di posizione a favore (o comunque non contro) di queste atrocità, e questo noi non possiamo permetterlo! Poi, a freddo, è giusto ricordare che questi attacchi sono la conseguenza della politica degli USA e dell'occidente in generale, ma adesso l'unico segnale da noi secondo me dovrebbe essere di condanna totale dell'attentato. -------------------------------------------------------- QUESTO E' INVECE L'ARTICOLO DI LIBERO -------------------------------------------------------- E SU INTERNET INSULTANO ANCHE I MORTI I forum on line: "Le vere vittime muoiono di fame, non sono quelle di New York". Per il popolo antiglobal incomincia il "day after". E' il giorno dopo quello è quello della riflessione politica. Anche perché per i contestatori che si danno quotidianamente appuntamento nei forum di discussione in Internet il vero problema è capire quali ricadute possa avere su di loro la tragedia avvenuta neli Usa. Il primo a porre la questione è "Andrea" che interviene nel forum del sito www.italia.indymedia.org e, appunto, titola il suo messaggio "Day after, come evitare che i media associno il nostro antiamericanismo con quello degli attentatori?". Già,come? "andrea analizza tutti i punti di distanza da "un estremismo islamico antidemocratico, totalitario, omofobo e sessista". Poi però non si trattiene: "A freddo, è giusto ricordare che questi attacchi sono la conseguenza della politica degli Usa edell'occidente". In effetti, al di là delle vittime, per il popolo anti-global gli americani restano i veri cattivi. E Bush è il capo della banda. Scrive "velociraptor": "colpiscono le ventimila vittime... Non colpiscono per nulla Bush con quella sua faccia da ex alcolizzato. Lo sguardo falso, telecomandato". E' lui il colpevole,il guerrafondaio. -------------------------------------------------------- La ringrazio per l'attenzione e le porgo i miei più cordiali saluti