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Ci si è così trovati a discutere attorno un tavolo. L'idea di spazio che abbiamo individuato è quella di un luogo pubblico che sappia soddisfare l'esigenza minima di avere un posto dove poter incontrare ragazzi della propria età con cui scambiare e condividere esperienze e percorsi comuni. Uno spazio in cui mettere in campo bisogni e desideri, un laboratorio di sperimentazione culturale e sociale, che faciliti la nostra progettualità creativa; un luogo nel quale poter dar forma a socialità "altre", lontane dalla logica dell'"ingresso + consumazione" propinata a dosi massicce dai locali della zona. Uno spazio che possa dare avvio a una vertenzialità nuova sul territorio, a un percorso politico/sociale condiviso che ribalti i paradigmi di un tempo ormai non più nostro, che non replichi le incancrenite esperienze verticistiche dei partiti o quelle centralistiche, ma ugualmente sclerotizzate, dei centri sociali degli anni '80 e '90. Uno spazio che però sia "di parte", che rifiuti una fragile equidistanza e una finta "obiettività", che promuova un pensiero libero, critico e cosciente; un luogo governato democraticamente, dal basso e orizzontalmente, che avversi il profitto come unica logica imperante, che salvaguardi e valorizzi le diversità, che diffonda una cultura di pace e rispetto, che sia militante e non "militonto". Collettivo Al Makan |