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La Scienza nelle radio: il caso del satellite Planck

La Scienza nelle radio: il caso del satellite Planck
(Giovanni Blandino, Alessio Cimarelli, Anna Davini, Dunja Fabjan, Laura Querci - Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste)






Introduzione
La radiazione cosmica di fondo (CBR, Cosmic Background Radiation), scoperta fondamentale della cosmologia del Novecento, è tornata più volte d'attualità grazie a numerose missioni spaziali a essa collegata. A COBE, il primo satellite messo in orbita negli anni '90 per studiarne le caratteristiche, sono seguiti Boomerang (sonda su pallone) e WMAP. Nel maggio del 2009 è stato infine lanciato Planck, primo satellite europeo dedicato all'osservazione della radiazione cosmica di fondo, realizzato con un forte contributo dei ricercatori italiani (ASI e INAF in testa, si veda il sito italiano dedicato alla missione).

Obiettivi
Ci siamo posti l'obiettivo di capire come questo tema è stato affrontato nei programmi radiofonici. La domanda principale a cui abbiamo cercato di rispondere è questa: quali modalità di comunicazione sono adottate da chi lavora alla realizzazione dei programmi radiofonici scientifici per parlare di Planck e della radiazione cosmica di fondo? L'analisi di questo tema particolare è stata inserita nel contesto più generale della comunicazione della cosmologia. Un obiettivo collaterale è stato inoltre quello di capire come funziona il mondo della comunicazione scientifica nelle trasmissioni radiofoniche. Per questo ci siamo affidati alle parole di chi in radio ci lavora quotidianamente.

Per mantenere un campione omogeneo e facilitati dal fatto che uno degli strumenti a bordo di Planck, l'LFI (Low Frequency Intrument), è stato costruito in Italia e uno dei centri di analisi ha la sua base a Trieste, abbiamo scelto di esplorare solamente le voci italiane nell'etere, cioè le trasmissioni in lingua italiana.

Metodi e materiali
Per rispondere a queste domande siamo andati direttamente alla fonte, intervistando personalmente i curatori dei programmi scientifici in onda sulle radio in lingua italiana. In vista dei nostri obiettivi, un elemento importante dell'analisi è stata la scelta delle radio e delle trasmissioni. Ben consapevoli che ormai anche il mondo radiofonico è strettamente intrecciato con la Rete, abbiamo sfruttato in primis quest'ultima per ricercare sia programmi radiofonici trasmessi via etere, sia iniziative esistenti solamente su Internet, sotto forma di podcast. Per individuare i programmi scientifici abbiamo anche consultato alcuni esperti del settore (Rossella Panarese, Elisabetta Tola, Marco Malaspina e Marta Bracciale). Nel seguito useremo la parola radio e programma radiofonico per indicare sia le radio propriamente dette, sia i podcast.

I programmi scientifici in onda sono stati trovati grazie all'elenco fornito dal sito Audiocast sotto il tag "Scienze". Questa prima lista comprende 27 radio, di cui 9 considerate nell'analisi. A queste sono state aggiunte le radio istituzionali di enti legati al satellite Planck e le trasmissioni delle radio universitarie consigliate da Marta Bracciale (master in Comunicazione Scientifica dell'Università di Padova e autrice di una tesi sull'argomento).

Il criterio di scelta è stato quello di cercare trasmissioni in lingua italiana, che avessero trattato l'argomento Planck o almeno la radiazione cosmica di fondo. Abbiamo comunque tendenzialmente escluso i casi in cui Planck entrasse solo come breve news (ad esempio, i radiogiornali) in contenitori non scientifici. D'altro canto in un paio di casi abbiamo individuato trasmissioni scientifiche che non hanno dedicato una puntata a Planck, ma che regolarmente trattano di cosmologia. Abbiamo incluso questi casi, avendo notato come i format delle trasmissioni scientifiche siano abbastanza omogenei da puntata a puntata, e quindi ritenuto come comunque pertinenti alla nostra indagine. Abbiamo considerato programmi ospitati all'interno di radio (etere e web radio) o i cui podcast sono disponibili in blog e siti internet.

Le interviste
Le 8 interviste effettuate, 7 telefoniche e 1 via e-mail, si sono basate sulle seguenti domande, divise schematicamente in due gruppi.

- La trasmissione
1- Che tipo di trasmissione è la vostra (periodicità, durata, fascia oraria, a quanti e quali ascoltatori si rivolge)? Di quale radio fa parte e quali sono gli obiettivi (la missione) della radio?
2- Come si prepara una puntata: quante persone collaborano, quanto tempo si dedica a ogni puntata, come si selezionano gli esperti da intervistare?
3- Il pubblico dà dei feedback e, se sì, corrispondono alle vostre aspettative? Conoscete scienziati che vi seguono? Che giudizio hanno della trasmissione?

- Planck / CBR
4- Qual'è stato il pretesto per parlare di Planck o della CBR: il lancio del satellite a maggio 2009, il Nobel a Smoot del 2006, una ricorrenza particolare, nuovi risultati o semplice curiosità?
5- Come avete presentato l'argomento: semplice lancio della notizia, interviste, ospiti, ricostruzione storica degli studi in materia? Quale tra questi modi di presentare l'argomento è secondo voi il più efficace per il vostro pubblico e perché?
6- Quale interesse credete che trovi il vostro pubblico in argomenti come il satellite Planck o la radiazione cosmica di fondo? In questo caso la puntata è piaciuta?
7- Alla radio, dove manca il supporto delle immagini, quali sono gli strumenti e i linguaggi che usate per raggiungere il pubblico in modo efficace e per interessarlo a temi così astratti? In quest'ambito quali sono i vantaggi che offre la radio rispetto agli altri media?

La scelta di queste domande è stata dettata dagli obiettivi della nostra analisi. Le prime tre domande, riguardanti la trasmissione, ci hanno permesso di inquadrare la tipologia di programma che ha trattato l'argomento e di conseguenza di farci una prima idea su quale cornice può essere stata data all'argomento. La seconda serie di domande, più specifiche sulla comunicazione di Planck e della radiazione cosmica di fondo, ci hanno aiutato a capire qual'è stata la notizia, le modalità con cui è stata presentata, la risposta del pubblico a queste scelte e le idee che conduttori e redattori radiofonici nutrono sul pubblico e sui suoi interessi in questo ambito.


I dati raccolti
La prima fase del lavoro è consistita nello stilare un elenco delle trasmissioni scientifiche in lingua italiana in onda sulle radio. Il primo aspetto che colpisce del panorama della comunicazione scientifica radiofonica è l'eterogeneità: l'informazione scientifica viaggia via etere, sul web e in molti casi contemporaneamente su entrambi i mezzi; a trasmetterla sono radio nazionali (come Radio3 o Radio24), radio locali (Radiofragola, Radio Città Fujico) e radio universitarie. Da notare la forte attività della Radio Svizzera Italiana (RSI), che negli anni ha prodotto numerosi programmi scientifici. Carente è invece la comunicazione istituzionale: solo l'INAF ha un progetto di comunicazione radiofonica.

Di seguito riportiamo la lista delle trasmissioni radiofoniche a carattere scientifico in lingua italiana. L'asterisco indica i programmi che non hanno espressamente parlato di Planck e di radiazione cosmica di fondo, ma che trattano temi legati alla cosmologia.

Radio utilizzate nell'analisi
1- Caccia al fotone, Radio Città Fujico - Radio locale indipendente (Bologna)
2- Dr. Jekyll e Mr. Pod, Podcast Sissa Medialab - Podcast del MCS (web)
3- Il giardino di Albert, Rete 2 della Radio Svizzera Italiana (Canton Ticino) *
4- The sound of science, Radiofragola - Radio locale (Trieste)
5- Moebius, Radio 24 - Radio nazionale
6- Radio3 Scienza, Radio Rai 3 - Radio nazionale
7- AstronautiCAST, Podcast del Forum Astronautico (web)
8- Urania, Radio Istituzionale dell'INAF (web e etere, ospitata da varie radio locali)

Radio scartate o che non hanno mai risposto
9- FMblue Radio, audioblog di Formicablu (web)
10- Pigreco Party, Radio Città del Capo - Radio locale (Bologna)
11- ASI on air, Radio Istituzionale dell'ASI (web)
12- La scienza, la natura, le cose, Rete 1 della Radio Svizzera Italiana (Canton Ticino)
13- Lo sciamano in bicicletta, Rete 1 della Radio Svizzera Italiana (Canton Ticino)
14- Che fine ha fatto Sedna?, Radiofragola - Radio locale (Trieste)
15- NovaLab24, Radio24 - Radio nazionale
16- Ecoradio, web radio
17- Modus Vivendi, Radio Città Futura - Radio locale (Roma)
18- Pappappero, Radio24 - Radio nazionale
19- Science in action, Radio Laser (web)
20- Il volo delle oche, Radio24 - Radio nazionale

Radio universitarie (nessuna ha trattato di Planck)
21- EfferveScienze, Università di Genova
22- Zoom - Obiettivo Ricerca, Università di Verona
23- Radiobue, Università di Padova
24- Il Gene Melomane, Università Tor Vergata, Roma
25- Alla base c'è fisica, Università di Udine
26- Le parole della scienza, Università di Teramo

Sicuramente balza all'occhio la mancanza di copertura da parte delle radio universitarie: a questo proposito abbiamo ipotizzato che il tema, non privo di una certa complessità, non sia adatto a questo tipo di radio che tendenzialmente si rivolgono a tematiche più fruibili o collegate con il proprio ateneo. Resta comunque sorprendente che università a vario titolo coinvolte nel progetto Planck non ne abbiano parlato.

Per capire come si parla di cosmologia alla radio e in particolare in che termini è stato trattato il tema della radiazione cosmica di fondo abbiamo intervistato (telefonicamente e via e-mail) i curatori dei primi 8 programmi dell'elenco. Il giardino di Albert è l'unico di questi programmi a non aver dedicato esplicitamente una puntata all'argomento, con una motivazione semplice e chiara: ha un omologo televisivo che ne ha fatto un lungo speciale in occasione del lancio del satellite. A tal proposito notiamo che per le trasmissioni più strutturate i format delle puntate sono abbastanza fissi, come già accennato nell'introduzione, quindi ci è parso comunque interessante includere Il Giardino di Albert nell'analisi, discutendo in particolare l'ultima puntata dedicata alla cosmologia (Il Mistero della Materia (Oscura) Mancante).


Conclusioni
Di seguito riportiamo una sintesi di quanto abbiamo appreso dagli operatori radiofonici contattati, considerando separatamente le varie tematiche affrontate nelle interviste.

Tipologia di trasmissione
La periodicità è in media a cadenza settimanale a eccezione di Radio 3 Scienza che è quotidiana e Dr. Jekyll e Mr. Pod che è annuale.
La durata media delle trasmissioni è di 30 minuti tranne Moebius che dura circa un'ora e qualche podcast di pochi minuti.
La fascia oraria è o mattutina (10.30 circa) o serale (21-21.30).
La tipologia di ascoltatori è quella di persone di cultura medio alta e comunque già appassionati di scienza. In genere pochi studenti.
Le trasmissioni si prefiggono essenzialmente l'obiettivo di informare sulla scienza e di suscitare l'interesse, e il dialogo, attorno ai temi scientifici.

La preparazione della puntata
Le persone che si occupano di preparare la puntata sono mediamente due, a eccezione di Moebius ed AstronautiCAST per cui lavorano quattro o cinque persone.
Il tempo dedicato alla preparazione è di circa un paio di giorni. Per AstronautiCAST e Il giardino di Albert, dove la formazione è continua, la tempistica è di una settimana.
Nel selezionare gli esperti da intervistare generalmente si cerca di contattare autori di paper, per lo più italiani; altrimenti ci si avvale delle segnalazioni degli uffici stampa e delle agende di redazione.

Il feedback del pubblico e degli scienziati
Il pubblico sembra dare un feedback molto vario e abbastanza soddisfacente che va da sms e chat in diretta a commenti su blog, e-mail, facebook e lettere fuori onda.
Esiste anche un feedback molto buono relativo agli scienziati che apprezzano sia la serietà con cui si affrontano temi e contenuti, sia il modo colloquiale e partecipato con cui si parla di scienza. In generale gli scienziati sembrano essere soddisfatti dell'accuratezza e alcuni sono anche molto attivi sul forum e nella preparazione delle domande.

L'occasione
Per parlare di Planck e, più in generale, di radiazione cosmica di fondo le trasmissioni radiofoniche sono partite il più delle volte dalla notizia del lancio del satellite. Ma questo non è stato l'unico aggancio con l'attualità, soprattutto per i programmi che sono tornati più volte sull'argomento. Ad esempio Radio 3 Scienza ha trattato la radiazione cosmica di fondo anche in occasione della costruzione di Boomerang, della messa in orbita di Wmap e, nel 2006, in occasione del premio Nobel per la fisica assegnato a George Smoot.
Più in generale si nota che la tendenza è quella di partire da una notizia specifica, solitamente legata alla tecnologia e alle applicazioni pratiche (satelliti e radiotelescopi). Da qui il discorso si può allargare in varie direzioni: dalla spiegazione dei fondamenti teorici (Moebius) alla presentazione del panorama attuale della ricerca in astronomia (Radio 3 scienza).

Modalità
In tutti i casi analizzati sia l'argomento "Planck" che "radiazione cosmica di fondo" sono stati trattati con l'ausilio di interviste mirate agli scienziati o a esperti direttamente coinvolti nella missione. Infatti la "radiazione cosmica di fondo" è entrata trasversalmente nelle trasmissioni e per parlarne si è avuto spesso bisogno del traino di una notizia di attualità come il lancio del satellite (es. Radio 3 Scienza). Solamente nel caso di AstronautiCAST il traino non è stata la notizia del lancio, ma una discussione sugli elementi orbitali del satellite, comprensibile data la natura del podcast.

Si possono distinguere due scelte principali nella presentazione degli argomenti scientifici in generale:
1- presentazione classica: l'intervista è una parte del programma che serve ad affrontare con il rigore necessario una notizia di attualità ed è inserita in una precisa struttura del programma, che contiene oltre ad essa anche schede radiofoniche esplicative, altre notizie di attualità (es. Urania), un commento generale sullo stato delle ricerca in astronomia (es. Radio 3 Scienza);
2- presentazione narrativa: si sceglie di narrare una storia (es. Dr. Jekyll e Mr. Pod) o di utilizzare una chiacchierata tra amici/appassionati (es. AstronautiCAST) in cui si inserisce una conversazione con l'esperto/scienziato (es. con domande di pura curiosità, da non adetti ai lavori, come nel caso di Sound of Science e Caccia al fotone).

Specialmente nel secondo caso i conduttori hanno sottolineato l'importanza di trasmettere le emozioni degli scienziati (al momento del lancio oppure nel vedere realizzato un progetto per il quale hanno speso anni della propria vita), il che avvicina il pubblico e rende più umano lo scienziato. Proprio perché i temi legati alla cosmologia tendono a essere difficilmente fruibili spesso si punta a stimolare la curiosità del radioascoltatore e a catturarlo emotivamente (es. Sound of Science), evitando una overdose di informazione troppo tecnica (es. Il giardino di Albert).
Abbiamo inoltre notato che spesso, se presente, la crossmedialità risulta utile nel fornire al pubblico/radioascoltatori strumenti di approfondimento (link, immagini, forum di discussione).

L'interesse del pubblico
Secondo la maggior parte degli intervistati, gli ascoltatori nutrono un interesse spesso molto spiccato per i temi legati alla cosmologia. Alcuni (Luca Nobili di Urania o Matteo Motta di Radio 3 Scienza) sottolineano però che - contrariamente a questioni più controverse e dotate di implicazioni forti nella società come OGM, nucleare, pillola RU486, ecc. - questi temi sembrano a volte intimorire gli ascoltatori, che tendono a non partecipare attivamente nelle occasioni in cui vengono trattati.

Chi ritiene che il pubblico sia interessato a questi temi, pensa che ne sia attratto
1- perché l'astronomia e la scala dell'infinitamente grande sono dotati di un grande potenziale emotivo;
2- perché l'universo evoca suggestioni romantiche e letterarie;
3- perché il cosmo, e la sua origine, rappresentano una dimensione potentemente altra rispetto alla quotidianità (a questo forse si lega anche l'interesse per le missioni spaziali ricordato per esempio dal conduttore di Urania) .

Nonostante la maggior parte degli intervistati sia convinta di rivolgersi a un pubblico interessato e motivato, più di qualcuno dichiara che parlare di questi argomenti è complesso e che è necessario un significativo sforzo di chiarezza perché gli ascoltatori non fraintendano i temi trattati o non siano respinti dalla loro astrattezza. Fra i vari aspetti di questi argomenti che possono interessare gli ascoltatori, in più di un'occasione emerge che la curiosità del pubblico è molto speculativa: più che la scoperta o l'ultima tecnologia, gli ascoltatori sono interessati ad aspetti più generali (che forma ha l'universo?, come finirà?). Secondo due testimonianze una parte del pubblico non specialistico, comunque, è interessato anche all'attualità scientifica e tecnologica, e cerca aggiornamenti sugli studi, le missioni e così via.

Strumenti, linguaggi, vantaggi della radio
L'intervista di un esperto è in quasi tutti i casi l'elemento centrale attorno al quale si costruisce la discussione sul tema scelto. L'esperto non viene però mai lasciato solo nella sua esposizione: in radio la radiofonicità è fondamentale, tanto che talvolta gli esperti sono selezionati proprio in base a questa loro caratteristica (es. Il Giardino di Albert). L'ascolto senza immagini è altamente evocativo e coinvolgente, quindi quella emotiva è la leva più usata per catturare e interessare il pubblico (Dr. Jekyll e Mr. pod, Il Giardino di Albert, Moebius). Gli elementi usati in questo caso sono brani musicali, spezzoni di film, effetti sonori di vario genere, ... Elementi utili anche per alleggerire la discussione del tema e permettere all'ascoltatore di rilassarsi e metabolizzare le informazioni che riceve (es. Caccia al fotone, Il Giardino di Albert, Moebius, Radio 3 Scienza, Sound of Science). Il linguaggio è sempre leggero ed evita i tecnicismi, ma c'è sempre uno sforzo affinché sia rigoroso e corretto. Fa eccezione AstronautiCAST, per la sua tipologia di pubblico molto specifica. Spesso sono sottolineate le grandi possibilità che mette a disposizione il montaggio audio. L'uso degli strumenti digitali incide moltissimo, in positivo, sulle modalità di fruizione della radio, molto di più che nel caso di tv e giornali: il podcast permette di rendere on-demand qualcosa che per sua natura è effimera e con la diffusione dei lettori audio digitali rende fruibile la trasmissione all'infinito e in qualsiasi momento. Tutte queste caratteristiche della radio sono abbastanza universali, non riguardano solo i temi cosmologici. Caso mai è nell'affrontare questi temi, maggiormente astratti e che non inducono un moto di partecipazione attiva nell'ascoltatore, che tali caratteristiche vanno sfruttate di più e con più attenzione.


Ringraziamenti
Si ringraziano tutti coloro che hanno sopportato la nostra invadenza e la nostra curiosità e si sono prestati a essere analizzati.






Da jenkin, Sabato, 17 Luglio 2010 11:09, Commenti(0)
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